"Il sangue c'è!"


Bollettino meteo per i prossimi giorni: tempo pessimo. Così indicavano le previsioni questa mattina, e allora vista la giornata di “bel tempo”, oggi faremo di tutto per volare. Giro veloce di telefonate e sms e alla fine saremo solo in due, io e Flagello.
Siamo in crisi di astinenza,  specialmente io che non volo da molti giorni. La voglia di volare è tanta, e alle 12 sono già in atterraggio. Flagello è arrivato prima di me. Scendo dalla macchina e lo scovo  seduto sotto il capannaccio del club, con il  tavolo “apparecchiato“ con  un sacco di mercanzie. Vedo un frigorifero portatile, e penso subito che ha fatto bene a  portarsi dietro il pranzo. Ma poi  mi avvicino e mi accorgo che mi sbagliavo,  vedo solo un mucchio di provette, siringhe, cateteri, lacci emostatici, aghi da tutte le parti, flebo, articoli sanitari a me sconosciuti (??), pappagalli, parrucche, tacchi a spillo  ecc.  Flagello stava soltanto riorganizzando un po’ di lavoro che, per la fretta, aveva tralasciato. Ha un aria strana però, non è raggiante  e contento come le altre volte,  gli chiedo: “Flag, che c’è?” -  e lui: “porca puttana, mi sono  dimenticato di  depositare un prelievo e l’ho portato dietro, e adesso non è più buono, e mo come cavolo faccio???” .  Ma Flagello rimedia immediatamente: dopo aver telefonato al capo dei capi dei dottori, telefona al  poveretto di turno informandolo che, a causa di una rottura accidentale della provetta, il sangue era andato perso, quindi l’indomani mattina avrebbe dovuto ripetere il prelievo. Vabbè, risolto!. Intanto scrutiamo l’aria, e si vede benissimo che la giornata oggi sarà al limite  del volabile causa nord che entra deciso.
Carichiamo la Subaru con i delta e gli imbraghi, e andiamo dritti in decollo, ma solo dopo esser passati dal bar in piazza che ultimamente piace tanto a Flagello (e anche a me).  In realtà oggi la Subaru somiglia a una croce rossa, visto che i sedili posteriori sono pieni di tutto quel  materiale da ospedale.
Arriviamo in decollo e il vento viene su bello dritto, mentre tutta diversa è la situazione se giriamo  gli occhi al cielo. “Vabbè, che vuoi che sia”  esclamiamo,  e con la stessa determinazione di due pompieri in missione iniziamo a montare le ali. Trapezio, push-pin e ……….”Ei Flag, guarda un po’ là!” Ci mettiamo a osservare le nubi, in effetti vengono da dietro e siamo in evidente rotore. La situazione è al limite del volabile, ci guardiamo in faccia e gli  esclamo: “Flag, il sangue c’è! Male male che va…….” E così riprendiamo a montare, consapevoli che 10cl di sangue nell'eventualità non basteranno  comunque  (sgrat sgrat!) Apriamo le ali e ci fermiamo di nuovo. Il vento in quota sembra rinforzare, adesso si vedono anche dei riccioli, saranno una trentina all’ora. Interrompiamo il montaggio dei delta e ci mettiamo per ¼ d’ora ad osservare l’evoluzione. Il nord rinforza, desistiamo. E’ ancora presto però, decidiamo di scendere e valutare eventuali alternative. Mentre scendiamo il vento di caduta spazza via il fogliame sulla strada. Decidiamo di andare a vedere com’è la situazine al decollo nord, quello di Montattico. Siamo pieni ormai di adrenalina e bisognerà pur scaricarla, no?  In effetti lì la situazione è decollabile, al limite però perché è debole e quasi a 90°(il vento eh!) e comunque ne uscirebbe fuori una planata di 5 minuti. L’attimo giusto per decollare c’è ma, abbandoniamo ancora una volta l’idea. Insomma, la morale della favola è che nonostante siano passati una dozzina d’anni l’entusiasmo per il volo è sempre lo stesso. Poi ci sarebbe una seconda morale, ma lasciamo stare. Ciao

la storia di un genio e del suo d-istruttore


Periodo “stagnante” questo per il volo libero. Tutto piatto, tutto tace, nulla di nuovo. Grandi voli ormai non se ne fanno più e complice ovviamente è l’arrivo della stagione invernale che rende molto fiacche le condizioni termiche.
Ma se tali  condizioni, deboli o spesso assenti del tutto, penalizzano fortemente la nostra amata disciplina, e cioè il volo libero in deltaplano quello con la “D” maiuscola, al contrario invece
favoriscono il volo a motore. E’facile infatti assistere in questo periodo a scenette “indecorose” di super eroi che, a bordo di tali macchine, si sentono padroni dei cieli, si improvvisano piloti di un certo “spessore”, di un certo calibro appunto. Peccato però che l’unico spessore che si potrebbe misurare col calibro (ma un maxi calibro…!), è quello dell’impronta che lasciano infissa nel terreno dopo essere precipitati al suolo. Veniamo alla cronaca. Oggi, ore centrali della giornata, un certo allievo decolla da un certo campo di volo. E’ il suo primo volo. Fin qui tutto bene sembrerebbe, eppure già qualcosa non va. Nella fattispecie  un allievo per definirsi tale deve presumersi che abbia fatto o per lo meno  stia facendo un corso di volo con un istruttore. Ecco, l’istruttore non c’è,  ma c’è un signore che crede di esserlo e da un po’ di tempo si è messo a insegnare la disciplina del volo. Non lo conosco (fortunatamente) e neanche me ne frega niente, ma da vox populi molto attendibili, è emerso che costui  di volo non ne sa una mazza!!! E poi non ha nessun requisito ne qualifica per insegnare. Ma torniamo al super eroe. Il genio, credendo ormai di saper volare a seguito dell’addestramento ricevuto dal suo pseudo istruttore, decide di far da se il primo volo. Doppiamente genio! Detto fatto, monta il delta, lo mette sul trike, si mette sopra e decolla. Una persona di famiglia oggi mi dice di aver visto un delta a motore molto basso sul centro abitato verso quell’ora. Era lui, il genio. Il fenomeno dopo aver osato passaggi bassi sul centro urbano, forse per far vedere al popolo di quanto egli fosse capace, forse per chissà quale altro motivo, ma di sicuro senza rendersi conto del pericolo che correva, decide di tornare al campo e di tentare l’atterraggio. E si, proprio di un tentativo si è trattato, tentativo andato non a buon fine. Le cose non so esattamente come siano andate, ma più o meno a detta di un altro genio che era sul posto (allievo anche questo del fantomatico pseudo istruttore che solo per questo si merita l’appellativo di genio)  i fatti si sono svolti più  o meno in questo modo. Il super pilota fa qualche passaggio per salutare il pubblico, poi si allontana, si allinea e approccia il campo. Tocca la pista ma decide di riattaccare (???),  a questo punto da tutto motore per decollare nuovamente e comincia una lieve virata verso destra…..BOOOOMMMM! Delta distrutto, trike piegato, pilota illeso (...x grazia ricevuta). E’ successo che il genio, forse con l’intento di passarci sopra in volo, si è andato a schiantare sulle piante, a metà della loro altezza, cadendo poi rovinosamente a terra. Forse questa manovra l’avrà vista fare da qualche pilota esperto di quel campo di volo, e lui, ovviamente, forte delle sue capacità ha tentato di imitarlo. Comunque, vi assicuro che è andata di lusso. La massa del delta a motore non è quella di un deltaplano normale. L’epilogo  della vicenda poteva essere drammatico. Ora dico io…..ma come CAXXO si fa a essere così coglioxxxx???? Non dico ai geni, di quelli se ne trovano molti, mi riferisco al sig. pseudo istruttore.  E e tu invece  caro genio, devi imparare bene una cosa: “terreno essere molto turooo!!!!” – parole di un campoione di vl - Alla prossima puntata. Ciao e buone termiche a tutti.

AirBorne REV

A new competition hang glider from AirBorne
Ricky Duncan  writes:
When Airborne decided to work on a new topless glider we were aiming to increase high-speed performance, reduce weight and retain the great handling, which has been a characteristic of AirBorne gliders.  We had the luxury of starting from the ground up, with only the basic control frame hardware to remain unchanged.  This article will fill you in on the new REV, and highlight some of the features that make it our best high performance wing to date.

Trofeo internazionale M.Cucco 09 - decollo dai tre pizzi
Related Posts with Thumbnails